tradimenti
La moglie del mio impiegato 4"Senza vergogna"
Marciotto
01.05.2026 |
4.360 |
4
"I ritmi erano asincroni, un martellamento costante che la faceva urlare non di dolore, ma di un piacere che rasentava la follia..."
Il confine tra dovere professionale e passione carnale è stato varcato definitivamente. Giuseppe, l'amico e dipendente ormai rassegnato alla propria impotenza fisica, ha consegnato le chiavi del piacere di sua moglie **Rosa** nelle mani del suo datore di lavoro. Quello che doveva essere un "sacrificio" educativo si è trasformato in una liberazione: Rosa ha scoperto una fame insaziabile che nessun uomo singolo sembra poter placare.
Dopo le esperienze estreme con Antonio e l'incontro scambista nella villa di Sferracavallo, dove Rosa ha dominato la scena tra penetrazioni doppie e giochi di gruppo, la sua trasformazione in predatrice sessuale è completa. Non più vittima della frustrazione, ma regista del proprio piacere, Rosa ha ora alzato la posta. Non le bastano più i giochi a tre o gli scambi di coppia; il suo corpo esige un assalto totale. La richiesta è chiara: **un'orgia con otto uomini**, un cerchio di carne e desiderio dove lei possa essere l'unico, assoluto centro gravitazionale.
La villa scelta per l'evento era isolata, un tempio di marmo e luci soffuse dove l'unica regola era l'eccesso. Rosa si presentò avvolta in un mantello di seta nera che, una volta lasciato cadere, rivelò un corpo pronto alla battaglia: pelle lucida di olio profumato, tacchi a spillo e nient'altro. Io ero lì, non solo come suo amante, ma come cerimoniere di quella serata. Con me, altri sette uomini, scelti per vigore e mancanza di inibizioni
La serata iniziò nel salone centrale. Rosa venne fatta stendere su un tavolo di cristallo, circondata. Il primo impatto fu visivo e tattile: sedici mani iniziarono a esplorare ogni centimetro della sua pelle. Mentre due uomini si occupavano di torturarle i capezzoli con morsi e carezze elettriche, lei iniziò a lavorare di bocca, alternando con frenesia i membri dei presenti che le si paravano davanti. Era famelica e vogliosa, accogliendo ogni turgidità con un vigore selvaggio.
Il gioco si fece presto feroce. Rosa fu spostata sul grande letto circolare, dove iniziammo a comporre geometrie di carne:
* **La Torre di Babele:** Rosa, messa a ponte, accolse sei uomini contemporaneamente: uno nella vagina, uno nel retto e due in bocca, mentre ne masturbava altri due e i restanti le massacravano i seni. I ritmi erano asincroni, un martellamento costante che la faceva urlare non di dolore, ma di un piacere che rasentava la follia.
Mentre era posseduta da dietro, altri tre uomini le circondavano il viso, costringendola a un "deepthroat" continuo, mentre lei usava le mani per masturbare i restanti due. Non c'era un buco del suo corpo che non fosse occupato, non un lembo di pelle che non fosse coperto di saliva e umori.. In un momento di pura animalità, Rosa riuscì a ospitare due cazzi nella figa cavalcandoli a candela, mentre altri due le penetravano il culo e due le riempivano la bocca. Era apertissima, una voragine di desiderio che sfidava i limiti biologici. Io le tenevo la testa, baciandola selvaggiamente per soffocare i suoi gridi di estasi.
L'aria nella stanza era densa, impregnata dell'odore del sesso e del sudore. Rosa era in trance, gli occhi rovesciati mentre incitava il gruppo: *"Distruggetemi, non fermatevi, voglio tutto il vostro seme!"*.
Il finale fu una coreografia di scariche sincronizzate. Insieme sborrammo litri di sperma su di lei: sul viso, sui seni, in bocca e dentro le sue profondità ormai sfinite ma ancora vibranti. Rosa finì ricoperta, un quadro vivente di sottomissione e potere erotico, mentre lo "squirting" violento che l'aveva scossa per tutta la serata aveva ridotto le lenzuola a un pantano. Con la mano assaporò tutta la sborra che le colava addosso, gustando il sapore della sua vittoria.
Mentre gli altri si ritiravano esausti, io rimasi a guardarla. Rosa, tra i resti di quella battaglia carnale, sorrideva. Aveva ottenuto ciò che voleva, ma nei suoi occhi già vedevo accendersi la scintilla per la prossima, ancora più estrema, sfida.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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